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Nasce Archeo3.0: la tecnologia a servizio dell'archeologia

ARCHEO 3.0: la tecnologia a servizio dell’archeologia. Venerdì 26 maggio alle 14.00 nell’ambito di “Connessioni – Futuro Remoto”, festa di scienza, tecnologia e innovazione in Piazza del Plebiscito a Napoli sarà presentato ARCHEO 3.0, un progetto coordinato da Cooperativa Archeologia e finanziato dalla Regione Toscana, che consente di dimezzare i tempi di documentazione di scavo preventivo grazie allo sviluppo di nuove tecnologie.

ARCHEO 3.0: l’innovazione degli scavi archeologici al servizio delle grandi opere.

Al centro del progetto ARCHEO 3.0, inserito nel quadro del POR FESR 2014-2020 e all’interno del bando dei Progetti di Ricerca e Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese, si trova l’integrazione di tecnologie abilitanti per l’efficientamento degli scavi archeologici preventivi, a oggi l’ambito di maggior rilevanza economica della ricerca archeologica. Nella realizzazione di grandi infrastrutture quali metropolitane, strade, ferrovie, porti e reti interrate di servizi, il tempo per l’accurata raccolta e interpretazione dei dati è un elemento cruciale che determina da una parte la salvaguardia del patrimonio, dall’altro l’impatto in termini di costi. Il valore della committenza pubblica di questo tipo di interventi in Italia è oggi stimabile in circa 150 milioni di euro/anno, quello derivante dall’edilizia privata in circa 100 milioni di euro/anno. A fianco di queste cifre va considerata, naturalmente, la sua valenza indiretta nel determinare i tempi di esecuzione e le varianti progettuali delle opere che, seppur difficilmente quantificabili, superano le cifre indicate di almeno un ordine di grandezza.

ARCHEO 3.0 mira a un reale avanzamento tecnologico e di processo nella ricerca archeologica, prevedendo lo sviluppo di dispositivi fotonici, elettromagnetici e acustici in grado di raffinare e rendere oggettivi i comuni criteri di riconoscimento dei diversi strati archeologici, basati fino ad oggi su valutazioni empiriche di colore, composizione e consistenza del suolo. Tra le tecniche implementate si annoverano rilievo speditivo 3D, fotogrammetria multispettrale, analisi macrotessiturale e composizionale del suolo, riflettometria acustica e georeferenziazione assistita: un insieme di strumenti all’avanguardia che sarà gestito da un’interfaccia multicanale con l’obiettivo di andare verso una forma di identificazione assistita, svincolata dalle lunghe tempistiche dello scavo tradizionalmente inteso.

Prodotto finale del progetto sarà una stazione archeometrica mobile per la raccolta e gestione del complesso dei dati di scavo. Una piattaforma senza precedenti allo stato attuale della ricerca, per un significativo aumento di qualità dei servizi e una diminuzione dei tempi di esecuzione, con conseguente contenimento dell’impatto della ricerca archeologica preventiva sulle opere per le quali è richiesta. L’efficientamento di processo prodotto da ARCHEO 3.0 viene stimato in un sostanziale dimezzamento dei tempi di realizzazione della documentazione dello scavo archeologico che comporterebbe, in termini complessivi, una diminuzione di circa il 25% del tempo necessario a completare le attività sul campo e oltre il 50% dell’attività di analisi e redazione della documentazione post-scavo.

 

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